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L’incontro tra Nadia Vincenzi, cuoca già stellata e Denise Gottani, personal chef
L’eredità culinaria di Nadia Vincenzi
L’idea nasce da una scelta rara: trasmettere davvero un’eredità culinaria. Dopo anni di lavoro svolto con grande passione, Nadia Vincenzi ha scelto di affidare il suo sapere, le sue ricette e la sua sensibilità a Denise Gottani, personal chef bresciana.
Un gesto di profonda fiducia, nato dal riconoscimento reciproco tra due donne molto diverse per età e percorso, ma unite da un linguaggio comune: la cucina. L’obiettivo è raccontare la cucina come atto di trasmissione. Un’eredità che non si scrive, ma si vive, attraverso gesti, profumi e ricordi.
Come Denise porta avanti le ricette di famiglia
Nadia Vincenzi, Romagnola d’origine, nel 1957, col trasferimento del padre e della sua famiglia, il Molise diviene la sua regione d’adozione. Attiva da decenni nella provincia di Brescia, è un punto di riferimento della cucina italiana d’eccellenza.
Dopo un percorso iniziato in ambienti familiari di ristorazione e consolidato nel tempo attraverso dedizione e talento, ha guidato il ristorante “Da Nadia” a ottenere la stella Michelin. Oggi si pone in un momento di transizione: non solo chef in prima linea, ma donna che sceglie di trasmettere il proprio sapere.
Il valore delle ricette trasmesse da Nadia Vincenzi
Il progetto si tradurrà presto anche in un’esperienza reale: una serie di cene private curate da Denise Gottani, dove i piatti simbolo della carriera di Nadia torneranno a rivivere in un contesto intimo e contemporaneo. L’obiettivo non è replicare la cucina stellata, ma restituirle calore: creare momenti di convivialità autentica, dove le persone possano conoscere una tradizione gastronomica attraverso un racconto vivo.
Ogni cena diventerà un piccolo evento esperienziale, in cui il pubblico potrà assaporare la cucina di Nadia e Denise, in un dialogo tra passato e presente che continua anche fuori dallo schermo.
L’influenza delle ricette di Nadia Vincenzi sul mio lavoro
Grazie, Nadia.
Per la fiducia.
Per le ricette.
Per l’insegnamento silenzioso che c’è dietro ogni piatto.
Per avermi ricordato che la cucina è anche passaggio di testimone, non solo tecnica.
Prometto di custodirle con cura e di farle viaggiare con me, ovunque la mia cucina mi porterà.
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